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I sapori sono la materia dell’esperienza

Riportare alla mente i sapori della tradizione e rileggerli in un chiave moderna senza perdere di vista il territorio ed il rispetto per il cibo.

Il gusto e l’olfatto solleticano le parti più remote delle nostre memorie. Aggiungiamo l’esperienza visiva solo in fasi avanzate dello sviluppo. Così la cucina diventa la mia tela, le migliori materie prime i miei colori, la mia tavola il palcoscenico su cui mettere in scena nuove interpretazioni dell’arte culinaria.

Tortelli farciti con trippa

Il Palcoscenico
del Gusto

Il ristorante è il laboratorio in cui lo chef sperimenta, seleziona, prova, prepara e apre al convivio portando in scena le proprie creazioni. PostoNuovo è l’atelier di Davide Camaioni, che insieme al suo staff rende possibile lo spettacolo quotidiano della buona cucina.

 

 

BUONA VISIONE >

L’esperienza è un viaggio
in cui la meta siamo noi.

Seppur la schematicità è agli antipodi dell’approccio professionale dello chef, che ama lasciare sempre un piccolo spazio al “genius”, quella ponderata follia che rende imprevedibile ed unica ogni esperienza… i percorsi che Davide Camaioni propone consentono di scoprire una dimensione globale della proposta culinaria, introducendo fattori dinamici come il ritmo, il contrasto, l’armonia, il continuum tematico.

Eventi e Catering

Lo chef da sempre ama spaziare su tematiche differenti e sottoporsi con costanza a nuove sfide. Così partecipa all’organizzazione di cene tematiche, progetti di team building, organizzazione di eventi e convivi per importanti occasioni. Il lavoro corale di uno staff qualificato consente la creazione di una esperienza unica anche su larga scala, cucita sulle esigenze di ogni specifico evento e curata in ogni singolo dettaglio. Atmosfere costruite attraverso tutti i sensi, che generano un fil rouge di assoluta qualità tra la proposta culinaria, la personalizzazione della mise en place, la professionalità dello staff.

Dovevo solo dare una mano alla signora Rita

Sono cresciuto nel ristorante di famiglia e, all’età di diciotto anni, mia mamma mi chiede di sostituirla per una sera, aiutando la signora Rita in cucina. Improvvisamente ho capito come tutto ciò che avevo visto fare da una vita era ormai parte del mio DNA ed è come se lo avessi sempre fatto. Da questo punto di non ritorno, l’affinità elettiva con la cucina è stata guidata da una costante volontà di sperimentare: non solo capire come riprodurre le ricette e ricreare i sapori della tradizione che il ristorante di famiglia tramandava da decenni, ma anche come poterli reinterpretare, come poter “giocare” con i sapori, come valorizzare le materie prime, come poter generare un’esperienza diversa e arricchita per i commensali. Cucino con la mente, forse con la memoria, a cui aggiungo estro ed estemporaneità oltre che metodoligia, tecnica, selezione. 

Sono rimasto affascinato da come nell’ assemblare gli ingredienti, si possa raggiungere il risultato che inizialmente si ha in testa, poi gustarlo e, con stupore, vederlo realizzato all’ interno del piatto. Ogni giorno in più passato all’ interno di una cucina, è un giorno in più di esperienza e di scoperta.

La mia ricerca è da sempre basata sull’ingrediente, genuino e naturale: la cura nella selezione delle materie prime, l’esaltazione della loro essenza pura all’interno di una sinfonia di sapori e profumi che non si annullano, ma si esaltano e si valorizzano a vicenda.

Il piatto ha la sua anima e deve arrivare deciso per stuzzicare il palato e la mente, raccontare la sua storia e la sua tradizione. La filosofia della mia cucina cucina è basata su qualità e tecniche di cottura, lo stesso ingrediente cambia se cotto in maniera diversa ogni volta, sia nel gusto sia nella consistenza.

Riportare alla mente i sapori di una volta, quasi perduti, e rinnovarli in un contesto moderno senza perdere di vista il territorio ed il rispetto per il cibo.

 

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